L’AMORE AI TEMPI DEL PLOTÒ

di Remo Firmani

Romanzo dai due volti che nell’alternanza dei capitoli intervalla le vicissitudini della bella Rosalia, donna di altri tempi, a quelle di Francesco, ragazzo che per sbarcare il lunario fa le consegne, ma la sua passione è quella di fare concerti con la sua band. Di capitolo in capitolo i personaggi mostrano i loro caratteri forti e determinati, le loro paure e le loro vite così come sono. Semplici e senza sofisticazioni.
Pur essendo personaggi di due epoche diverse, sembra che qualche filo conduttore porti dall’una all’altro e viceversa. L’esperienza di Rosalia è raccolta in un viaggio, al quale si abbandona per fuggire la monotonia della vita di paese e dal quale ritrova le speranze che aveva perso a causa del conflitto mondiale. L’esperienza di Francesco ruota nell’intorno di un concerto che rimarrà impresso nella sua memoria e in quella di chi vi ha assistito.
Tra i due mondi così distanti, vi è un “gancio” nel cielo che li unirà e farà capire quanto la vita delle persone si rinnovi e si tramandi attraverso le epoche in un flusso continuo di crescita. Questo “gancio” è rappresentato dalla costellazione dell’orsa minore, che Rosalia definisce: Il plotò (nome dialettale per definire la cassetta della frutta).

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26 Febbraio 2024

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Ci troviamo a vivere due storie che si alternano tra le vicissitudini di Rosalia donna che vive nella semplicità di altri tempi, legata alla famiglia, alla campagna in un Italia ancora profondamente segnata da una guerra da poco finita ma che ha voglia di pensare al futuro, un futuro dove spera potrà ancora amare e legarsi alla quotidianità

E Francesco che sogna un futuro da musicista ma che deve arrangiarsi nella sua vita tra un concerto con la sua band, qualche amore fugace e una vita in cui fa un lavoro che non gli rende giustizia.

Che avranno in comune queste due vite, questi due momenti storici differenti ?
Dove ci vuole portare questa storia ?
Pagina dopo pagina, ci condurranno, con un ritmo deciso, fatto di dialoghi spontanei e determinazione nel raggiungere qualcosa di più che forse li attende.

Si parla di viaggi che non sono solo fisici ma anche intesi ( o forse lo sono sempre ) come crescita ed evoluzione personale.

“Perché la realtà era piena di spazi vuoti, i cui effluvi serpeggiavano nella casa deserta e nei campi coltivati”

Non lasciatevi sfuggire questa storia di vite, contemporanee e passate, e scoprirete quale sarà l’anello in grado di unirle ( o forse no ? )